Posterous theme by Cory Watilo

Predire il Passato

Cosa sono le NUI e perché piacciono tanto in Thingk.

 

Nell’ambito dell’Interaction Design, si indica con Natural User Interface (NUI) una interfaccia utente che è completamente invisibile ai suoi utenti. La parola “naturale” è usata perché la maggior parte dei prodotti usa dispositivi di controllo artificiale il cui funzionamento deve essere appreso. Una NUI è rivolta ad un utente in grado di effettuare movimenti relativamente naturali, azioni e gesti che devono controllare le funzionalità del dispositivo. La principale caratteristica di una NUI è la mancanza di tasti fisici.

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Animismo

Cominciamo a darvi qualche indizio sui prodotti Thingk...

 

Una delle forme di spiritualità più antiche del genere umano è l'animismo.

L'animismo prevede che, oltre agli esseri viventi, anche tutti gli oggetti e i fenomeni naturali siano dotati di un'anima, di un principio vitale. Anche se la scienza nega che l'animismo abbia un fondamento, la maggior parte delle persone "ci crede", anche se solo a livello inconscio. Ci sono persone che parlano con la loro macchina, o con il loro computer. Ci sono persone che conferiscono agli oggetti una volontà propria, dicendo, ad esempio, "la radio non ne vuole sapere di ricevere quella stazione". Le persone si aspettano che gli oggetti, almeno quelli più complcati, si comprtino in modo "intelligente", o almeno "intelligibile"

 

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Steve Stardust

Steve_stardust

Ero in metropolitana, mezzo sveglio e mezzo no, come sempre. 

Butto l'occhio su un quotidiano che un vicino sta leggendo. Prima pagina, riquadro colorato. 

Steve Jobs è morto.

Cazzo.

Non me l'aspettavo. Non così presto almeno.

Spesso i suoi prodotti e la sua azienda mi hanno fatto arrabbiare, spesso non ne ho condiivso l'ostinazione nell'utilizzare tecnologie nate inutili (il Firewire, i connettori per uscita video solo per mac, il connettore proprietario per l'iPod ecc.), spesso non ne ho condiviso le scelte (perchè ostinarsi con un processore made in Apple nei primi mac? perchè non mettere la radio nell'iPod? perchè il bluetooth solo come receiver nell'iPhone? perchè nessuna USB nell'iPad 1?), ma ho sempre pensato che fosse il più grande innovatore che l'elettronica abbia mai visto. Senza alcun dubbio.

L'ho sempre visto come il David Bowie dell'elettronica: 20 anni avanti a tutti gli altri, sempre e comunque.

Stay hungry, stay foolish. Forever.

Nomen Omen

Ecco da dove arriva il nome Thingk...

 

Siamo partiti dai valori chiave del nostro progetto emersi durante quella bevuta tra amici di cui vi abbiamo raccontato nel primo post di questo blog. Abbiamo cercato fin da subito un nome inglese usando però termini e parole ben conosciuti, in modo che chiunque con una conoscenza basilare della lingua potesse capirne il significato. Le idee alla base del nostro progetto (design, made in italy, open hardware, innovazione, high tech, ecc.) erano però troppe per essere tutte identificabili dal nome, quindi abbiamo scelto di concentrarci solo su alcune: abbiamo scelto di spingere sull’innovazione e l’intelligenza dei nostri prodotti, perché secondo noi è ciò che più ci contraddistinguerà dalle altre produzioni italiane.

 

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L'Italia sarà una repubblica fondata sui Fablab

E' uscito oggi su Lo spazio della Politica un articolo a cui ho collaborato, con Andrea Danielli e Marco Bocola. Tema: Fablab e sistema Italia.

 

Su LSDP  abbiamo iniziato da tempo un percorso di avvicinamento al mondo dell’artigianato e con questo articolo intendiamo dare un altro contributo. D’altronde è difficile rimanere passivi di fronte all’enorme quantità di laureati che si scontrano con lavori squalificanti e poco soddisfacenti. E’ un dramma generazionale che richiede soluzioni completamente innovative e di rottura. Una di queste potrebbe consistere nella proliferazione dei fablab. 

I fablab sono degli spazi in cui tutti possono (co)progettare e realizzare i loro oggetti, esattamente come li vogliono.  Il calo nei prezzi di stampanti 3D, laser cutter, frese digitali, kit di microelettronica, rende tali strumenti alla portata di gruppi auto-organizzati di smanettoni, hobbysti, semplici curiosi attirati dalla filosofia DIY (Do It Yourself).

Il movimento della personal fabrication è figlio dell’industria, da cui ha preso la precisione e la riproducibilità dei prodotti, nipote dell’artigianato, da cui ha preso la progettazione su misura, fratello dell’opensource con cui condivide la filosofia di scambiarsi progetti liberamente.

Infatti per molti versi  il fenomeno dei FabLab sembra ripercorrere la strada segnata ormai più di dieci anni fa dal movimento Open Source e Free Software, portandone i principi e la filosofia nel mondo reale degli oggetti.

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Il nostro manifesto

Il Manifesto di Thin-gk, per un Design 2.0...

Noi siamo perchè pensiamo.

Noi siamo stufi degli oggetti stupidi, dei pezzi inanimati, dei prodotti monofunzione.

Noi siamo le idee che condividiamo, non quelle che teniamo segrete.

Noi vogliamo l'interazione intelligente con tutto ciò che ci circonda, perchè questo è il nostro modo di vivere: veloce, mutevole, parallelo.

Noi siamo estremi, ma disponibili ad ascoltare.

Noi crediamo che la società del lavoro sia finita. Noi crediamo che sia iniziata la società dell'interazione.

Noi siamo l'evoluzione della specie. Noi siamo i nuovi uomini con la clava e la nostra clava è l'ironia.

Noi siamo immersi nella tecnologia, ma non ne siamo schiavi, ne siamo gli interpreti.

Noi siamo quelli a cui dicono "Smettila di sognare ad occhi aperti". Noi siamo quelli che rispondono "Mi hai detto di smettere di respirare".

Noi siamo orgogliosi del nostro passato, ma crediamo e pensiamo e viviamo nel futuro.

Noi siamo in costante mutamento, perchè la capacità di prendere la forma del nostro tempo è ciò che ci caratterizza.

Noi siamo una massa, non un'elité. Può non sembrare, perchè siamo diffusi, non concentrati. 

Bisogna guardarci dall'alto per capirci.

Noi vorremmo un solo epitaffio: "Hanno tutto il diritto di insegnare, perchè hanno passato tutta la vita ad imparare".

Coming soon

E' in arrivo (speriamo!) la prima società di oggetti di design in creative commons... Stay tuned!

Oggi 3 settembre 2011 siamo orgogliosi di annunciare la creazione di Thin-gk.
Ma che cos’è Thin-gk?
Thin-gk è un esperimento folle, che ci è venuto voglia di fare davanti ad una birra (ok, più di una).
Ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti:
"Milano è la capitale del design!"
"Sì, ma del design d’arredamento, tipo mobili, tavoli, divani, niente di tecnologico"
"Che intendi per tecnologico? Apple?"
"No, non volevo scomodare zio Steve… Intendevo qualcosa tipo Oregon Scientific, Lacie, Casio: immaginate se ci fosse una società italiana a sviluppare prodotti del genere, immaginate quanto sarebbero belli!"
"Sì, ma in Italia manca la capacità di innovazione, manca il know how tecnologico!"
"Ma non è vero! Guarda che Arduino è una realtà italiana… e quando la Olivetti era al massimo della sua forza faceva dei prodotti bellissimi!"
"Ok allora facciamolo noi!"
"Ok!"
"Però, c’è un problema: servono un sacco di soldi per brevettare i prodotti… e poi servono un sacco di soldi per difenderli…"
"Ma chi li vuole i brevetti! I brevetti, le licenze e il diritto d’autore sono superati, fanno parte del mondo antico… qui c’è internet, c’è l’open source, siamo nell’era della condivisione, dell’interazione! Facciamo come Linux, facciamo come Arduino, anzi andiamo ancora oltre! Facciamo tutto open source, non solo il software, non solo l’hardware, ma anche la parte meccanica!"
"Fico! Ci inseriamo nel mercato più protetto da brevetti al mondo, quello del design, con prodotti open… è abbastanza folle per piacermi!"
"Sì ci sto anche io, ma solo se facciamo prodotti intelligenti…"
"Sì, anch’io… sono stufo delle cose stupide, che non pensano… l’internet delle cose è alle porte, ogni cosa attorno a noi deve interagire con noi…"
"Ok, d’accordo.. andata allora?"
"Andata"
"Brindiamo alle cose che pensano, allora!"
"Brindiamo!"
Ecco, questo è Thin-gk: una società di design, italiana, che vuole fare prodotti belli e intelligenti, in grado di pensare e interagire con noi, una società che vuole superare la barriera cliente-fornitore, che vuole promuovere lo scambio di idee. Mano a mano che lo sviluppo dei nostri prodotti andrà avanti, aggiorneremo questo blog: seguiteci!

- GKrew

Il mio nuovo post per FabLab Italia

Questa volta si parla di cutter che sfruttano l'energia solare...

 

Stampante cutter solare!


Il designer industriale Markus Kayser ha lavorato nell’ultimo anno per costruire due machine veramente incredibili. La prima, chiamata Sun Cutter, è un cutter in cui invece del “solito” laser viene usata la luce del sole, concentrata tramite una grande lente sulla superficie da tagliare. Il materiale da tagliare viene movimentato da un sistema automatizzato. Questa macchina è stata provata per la prima volta nel deserto del Sahara nel 2010, creando dei particolari occhiali da sole.
Stupefacente, no? Beh, sedetevi perché la seconda macchina creata da Kaiser è ancora più straordinaria! Unendo due delle risorse più abbodanti nel deserto, la sabbia e il sole ne ha creata un’altra. Per scoprire di cosa si tratta è in arrivo il prossimo post!

Il mio nuovo post per FabLab Italia

Al ritorno dalla pausa estiva, ecco il mio nuovo post...

 

Maker Faire

8 Aug


Era il 2006, a San Mateo, in California, quando venne fatta la prima edizione della Maker Faire.
Che cos’è? Semplicemente il più grande festival del DIY al mondo (secondo gli prganizzatori). Negli anni l’appuntamento è cresciuto di importanza e sono aumentati anche gli eventi ad esso associato. L’anno scorso, ad esempio, a New York, uno degli eventi di maggior successo è stato il 3D printer village. Quest’anno la Maker Faire si divide in più tappe in giro per gli States, i prossimi appuntamenti sono a Detroit (Luglio) e New York (Settembre): se passate dagli States, non mancate!